Il vino nascosto

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“Ti ricordo che a volte è meglio lasciarsi i dubbi dietro, anche nella notte. Dubitare è normale, e bisogna stare soli per dubitare. Per sapere quanto sia vero ciò che dici”.

Quasi si sorprese di aver detto queste parole. Quel vino era ciò che lasciava l’ultima settimana d’estate.

C’erano già i nuovi grappoli, muti, ci sarebbe stato: chi coglie, chi commenta, chi parla senza senso, chi lavora, chi aziona il trattore, chi controlla i grappoli, chi prepara le botti, chi vende, chi aspetta, chi controlla il colore del vino, chi toglie la polvere, chi assaggia, chi compra, chi trova nel vino le risposte, chi trova i propri dubbi, chi non distingue più il tempo.

Chi si lascia i dubbi indietro.

Chi però preferisce stare insieme a qualcuno, e dubitare. L’altro amico, rimase in silenzio, versò un altro bicchiere, guardò dritto nel bicchiere.

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